Madrina del deblocage del Novello la bella Federica Fontana, presentatrice del programma tv Controcampo. Entrando nel vivo, ossia parlando del vino novello, si hanno (a mio opinabile parere) due realtà distinte: la prima emersa dalla concretezza delle cifre. Cioè anche se c’è stato un decremento dell’6%, il settore tiene bene, convalidato dalle 14.893.760 bottiglie di vino novello prodotte nel 2007.

Un’indicativa “stabilità”, tutto sommata positiva, pensando che nella vendemmia di quest’anno, c’è stato un calo storico del 17,7%. Buone anche le notizie sul prezzo medio del novello, che rimane (come nel 2006) fermo a 4,70 euro. Globalmente, il suo mercato sfiora i 70 milioni di euro.
Analizzando le regioni produttrici, la parte del leone spetta al Veneto con 5.348.567 bottiglie prodotte da 105 aziende. Seguito nell'ordine da: Toscana con 2.075.000 bottiglie prodotte da 25 aziende, il Trentino con 1.555.000 bottiglie prodotte da 11 aziende, il Friuli V.G. con 1.031.000 bottiglie prodotte da 15 aziende, l’Emilia Romagna con 909.000 prodotte da 20 aziende, la Puglia con 720.000 bottiglie prodotte da 15 aziende, la Sardegna con 640.000 prodotte da 8 aziende, la Sicilia con 602.000 bottiglie prodotte da 11 aziende, il Lazio con 584.160 bottiglie, prodotte da 29 aziende, dall’Umbria con 431.000 bottiglie prodotte da 4 aziende, dal Piemonte con 283.833 bottiglie prodotte da 13 aziende, dalle Marche con 211.500 bottiglie prodotte da 11 aziende, dall’Abruzzo con 210.200 bottiglie prodotte da 14 aziende, dalla Lombardia con 145.500 bottiglie prodotte da 17 aziende, dalla Campania con 95.000 bottiglie prodotte da 1 azienda, dalla Calabria con 34.000 bottiglie prodotte da 2 aziende, dall’Alto Adige con 25.000 bottiglie prodotte da 1 azienda, dalla Basilicata con 10.000 bottiglie prodotte da 1 azienda, dal Molise con 6.000 bottiglie prodotte da 1 azienda ed infine dalla Liguria con 2.000 bottiglie prodotte da 1 azienda. Ecco un quadro produttivo nazionale 2007: Vino 40.500.000 hl, Novello 111,703 hl., ossia lo 0,28%.
La seconda realtà, riguarda - a mio avviso - il vino nelle sue peculiarità. Com’è noto, il Beaujolais Nouveau (come gli altri) è prodotto con la macerazione carbonica quasi totale delle uve del vitigno gamay, mentre il Vino Novello è prodotto parzialmente con la stessa macerazione - variando dal 20 all' 80% - e utilizzando ben 59 (62 lo scorso anno) vitigni autoctoni diversi di cui solo 7 internazionali, impiantati in zone che spaziano dal nord al sud dell'Italia.

Per molti esperti questa diversità non solo con il Beaujolais ma anche tra i vari vini novelli italiani, rappresenta un elemento positivo che ci contraddistingue dai consimili di altri Paesi. Un'opinione forse giusta e ovviamente rispettabile che, anche tra i crescenti consumatori più evoluti, crea motivi di discussione.
Tra questi: colori sensibilmente dissimili, profumi varietali (erbacei) che prevalgono sui sentori fruttati, sapori anch'essi molto dissimili per alcolicità, sapidità, freschezza, tannicità, pienezza e persistenza. Spesso più vicini ai vini "nuovi" appena spillati dalla botte, che ai novelli. Quesiti che lasciano non pochi dubbi: è noto che molti vitigni siano più congeniali di altri per questo tipo di vino; non ha caso il primo Novello Doc è stato il Bardolino, prodotto con le uve dei vitigni corvina (in prevalenza), rondinella e molinara. Vitigni che attualmente occupano rispettivamente, il 6° con 14, il 7° con 13, e il 10° posto con 10, tra quelli che danno origine al maggior numero di vini, preceduti da: barbera (5° con 19), montepulciano (4° con 31), cabernets (3° con 67), sangiovese (2° con 72) e merlot (1° con 101).
Personalmente sono d'accordo con chi trova che i sentori erbacei tipici dei cabernets siano condizionanti, emergendo su quelli di piccoli frutti boschivi più o meno maturi. Meglio il merlot, decisamente meno erbaceo e più fruttato. Interessanti risultano il sangiovese, il barbera, il teroldego e la schiava, con meno sentori varietali ma certamente con più acidità fissa, che conferiscono al vino freschezza e armonia. In ultimo, il perchè della parziale o limitata macerazione carbonica con cui sono stati prodotti vari vini novelli.
Molto probabilmente per avere dei vini molto simili a quelli ottenuti con la totale o in gran parte, macerazione carbonica e per dargli una vita decisamente più lunga. Un insieme di considerazioni che sono emerse dai 78 Novello di 60 aziende. Parlando dell’altro Salone, quello dei Best Buys, si è rivelato un altro successo. Ben 77 vini di buona qualità, dal prezzo di listino che va dai 3 agli 8 euro, IVA esclusa, prodotti da 50 aziende provenienti da 13 regioni italiane. Molti di aziende blasonate con notorietà internazionale. Riservato agli operatori del settore, questo Salone ha riservato piacevoli sorprese: molti vini di qualità erano addirittura tra i 5 e i 6 euro. Una risposta intelligente all’attuale domanda che caratterizza il mercato. Cioè la reale possibilità di acquistare buoni vini nella grande distribuzione e di consumarli, a prezzi giusti, nel contesto della ristorazione. Enotecari e ristoratori dotati di sicura professionalità, ne sapranno trarre delle utili informazioni. Per il prossimo appuntamento ci sarà un cambio di sede: dopo 20 anni Vicenza lascia il posto a Verona.

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