«E' un colpo molto duro per i pescatori dei cicciarelli e per quanti, come noi, si sono impegnati al loro fianco in questi anni. Occorre prendere coscienza del ritardo accumulato dalle Istituzioni italiane nell’affrontare questo problema, e del carattere di urgenza che ha ormai assunto la questione; per far ciò chiediamo che si formi al più presto un tavolo con rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, della Regione Liguria e delle maggiori associazioni di categoria coinvolte nel settore per redigere un piano di lavoro serio e percorribile, e diamo fin d'ora la nostra disponibilità. La nostra unica piccola soddisfazione sta nel fatto che la risposta che abbiamo ricevuto dimostra quanto Slow Food sia diventato un interlocutore di rispetto per quanto riguarda i temi relativi alla pesca, grazie al lavoro svolto negli anni con eventi come Slow Fish, con le campagne e le pubblicazioni collegate e all'incontro avvenuto durante l'ultimo Slow Fish con la Commissaria Damanaki» commenta Carlo Petrini, Presidente di Slow Food. «Nella sua risposta, la Commissione dichiara apertamente la sua disponibilità a collaborare nuovamente con il Governo italiano per trovare una soluzione. I piccoli pescatori artigianali non possono più aspettare» conclude Petrini.
La pesca ai cicciarelli è una pesca selettiva e quindi sostenibile, che si pratica preferibilmente in estate, quando i pesci hanno raggiunto la dimensione adulta. Purtroppo la rete tradizionale ha maglie di tre millimetri ed è la stessa che si usa per il novellame. La legge ne autorizzava l'impiego solo da gennaio a marzo, il periodo in cui si pescano appunto i bianchetti (il novellame delle sarde) e i rossetti (pesci adulti, ma molto piccoli), ma anche quello in cui i cicciarelli si riproducono, quindi il momento peggiore in cui pescarli.
I cicciarelli però non sono novellame, hanno semplicemente dimensioni molto piccole anche quando adulti. Oggi, con la proibizione della pesca del novellame e quindi dell'impiego delle reti apposite, non è più possibile pescare i cicciarelli nemmeno nei mesi meno adatti, come avveniva in passato.
In questi anni la pesca dei cicciarelli è stata possibile grazie a regolari deroghe concesse dal Consiglio Europeo al Regolamento per il Mediterraneo, la normativa che ha introdotto le nuove norme relative alla dimensione delle maglie delle reti.
Come enunciato nella lettera della Commissione, il Regolamento prevedeva un periodo di transizione di sei anni dall’entrata in vigore per permettere agli Stati Membri di proporre eventuali deroghe ai suoi articoli, periodo che è scaduto il 31 Maggio 2010. Purtroppo l’Italia ha inoltrato la sua prima proposta solo nel Marzo 2010, che è stata respinta e a cui ha fatto seguito una versione rivisitata ma solo nell’ottobre dello stesso anno, a termine scaduto, e comunque priva delle informazioni sufficienti per supportare una richiesta di deroga. Sulla base dei criteri ammessi per le deroghe, comunque, la Commissione non ha potuto accettare le proposte italiane, e afferma ora l’impossibilità di concedere una deroga alla pesca dei cicciarelli.
Silvio Greco, Presidente del Comitato Scientifico di Slow Fish, conclude: «Slow Food ha fatto tutto il possibile in questi anni per risolvere la questione della pesca dei cicciarelli, ed è con profondo rammarico che apprendiamo da questa lettera l’assenza di sforzi delle autorità competenti, per cui ancora una volta, se mancherà la volontà politica per agire con prontezza, saranno i pescatori a doverne pagare le conseguenze».
Ufficio Stampa Slow Food
Alessia Pautasso
La lettera della Commissione Europea:
COMMISSIONE EUROPEA
DIREZIONE GENERALE PER LA PESCA E LE ATTIVITA’ MARITTIME MAR
MEDITERRANEO E MAR NERO Direttore Bruxelles MARE/D2/SSc/sfb (2011)
Gentile dott. Carlo Petrini, La ringrazio per la Sua lettera del 27 maggio 2011 a Maria Damanaki, Commissario Europeo per la Pesca e le Attività Marittime, che mi ha pregato di risponderLe a suo nome. Nella Sua lettera, Lei ha sollevato la questione dei pescherecci equipaggiati con reti da circuizione per la pesca del cicciarello, i quali per continuare a operare necessitano di una deroga ad alcuni provvedimenti del Consiglio Europeo, nella fattispecie il numero 1967/2006 (il “Regolamento del Mediterraneo”). Tale regolamento permette a questo specifico tipo di pesca di continuare fino a che valutazioni scientifiche dimostrino che l’impatto sulle specie e sugli habitat è accettabile e prevedeva la necessità di una regolamentazione da attuarsi tramite un piano di gestione. Il Regolamento del Mediterraneo è entrato in vigore nel gennaio 2007 e prevedeva, in alcune sue clausole, un periodo di transizione, per permettere agli Stati membri di redigere in modo adeguato eventuali richieste di deroga e i relativi piani di gestione. Il periodo di transizione è durato più di tre anni e si è concluso il 31 maggio 2010. In aggiunta, durante il periodo di validità del precedente regolamento del Consiglio Europeo numero 1626/94, questo tipo di pescherecci mediterranei ha beneficiato di un’esenzione rinnovata annualmente dal Consiglio, a patto che fossero adottate le nuove misure di gestione del Mediterraneo. C’è stato pertanto un periodo di sei anni durante il quale gli Stati membri e il settore in questione hanno avuto tempo di prestare particolare attenzione a questi pescherecci e preparare il terreno per i futuri provvedimenti. Sfortunatamente, né il settore né gli Stati membri ne hanno fatto buon uso. L’Italia ha trasmesso una prima proposta di piano di gestione per la regolamentazione della pesca con sciabica da natante (riguardante tra gli altri anche il cicciarello) nella regione Liguria soltanto alla fine del marzo 2010. Il piano è stato analizzato dalla Commissione Scientifica, Tecnica ed Economica per la Pesca (STECF) durante la sua 33a assemblea plenaria. La STECF ha riscontrato importanti lacune nelle basi scientifiche del piano di gestione e ha ritenuto che non soddisfacesse i requisiti previsti dal Regolamento del Mediterraneo. L’Italia ha successivamente trasmesso una versione riveduta e corretta del piano di gestione per i pescherecci con reti a sciabica da natante nell’ottobre 2010. Tuttavia, per quanto riguarda il cicciarello del Mediterraneo, il piano indicava che le informazioni al momento disponibili non erano sufficienti per redigere un report specifico a sostegno della domanda di deroga. In tali circostanze, la Commissione non è nella posizione di prendere in considerazione una possibile deroga per la pesca al cicciarello. Ciononostante, in considerazione dell’importanza socio‐economica di tale attività, i servizi della Commissione sono in stretto contatto con le autorità italiane di competenza per affrontare in modo adeguato questa situazione in linea con i requisiti del Regolamento del Mediterraneo. In conclusione, vorrei sottolineare che le stesse misure di gestione dell’Unione Europea si applicano anche in Spagna. Non essendo finora stata approvata dalla Commissione alcuna deroga per questo specifico tipo di pesca, il cicciarello spagnolo non può essere messo in commercio sul mercato italiano e La pregherei cortesemente di fornire qualsiasi informazione utile da Lei posseduta a riguardo alla Commissione Europea.
Distinti saluti,
Monique PARIAT
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