Nonostante la stragrande maggioranza delle persone sia persuasa che la celebrazione sia un'invenzione di una nota marca di cioccolatini e ammetta apertamente di considerarla una festa puramente consumistica ad appannaggio esclusivo di fioristi, droghieri e blogghisti (suggerire regali è diventata quasi una sorta di gara), è arcinoto che quasi tutti vengono infine travolti dall'unanime giubilo e si lasciano "corrompere" dall'atmosfera regalando a sé e al proprio partner qualche romantico momento di intimità. I creativi scelgono menu monotematici: cacao a tutto pasto o solo cibi rossi, per esempio; i teneroni sfornano solo portate a forma di cuore; i nostalgico-sentimentalisti riesumano il ricordo della prima cena di san Valentino per riproporne i fortunati piatti. Noi non ci esimiamo dal partecipare all'agone e proponiamo qualche interessante nota in merito della cuoca australiana Jill Dupleix, il cui intervento è riportato dalla attendibile bbc-food.
Le regole solitamente professate per un tete-a-tete prevedono luce soffusa (il classico lume di candela), vino, profumi speziati, cibi esotici, crostacei, peperoncino, posate d'argento, bicchieri di cristallo, vino, colori purpurei, tessuti vellutati, musica di sottofondo, vino, cioccolato, champagne, caffè, liquore: e con tutto questo, chi ha bisogno di Parigi? Ma, ammonisce la chef, quest'anno san Valentino cade proprio in mezzo alla settimana, dunque difficilmente si potrà dedicare la giornata all'allestimento di sì preziosi momenti. Inoltre non tutti amano i cibi particolarmente sofisticati e molti degli alimenti considerati raffinati, come asparagi e tartufi sono piuttosto fuori stagione. Allora, prosegue Jill, se "il vero cibo dell'amore è il cibo che amiamo" è più giusto cucinare qualcosa di semplice e di gradito a entrambi gli innamorati, senza lanciarsi in pindariche ricette che prevedono l'aiuto di tre assistenti, due termometri dello zucchero e sei tomi di enciclopedia culinaria. Analogamente la scelta del vino deve rispecchiare i gusti dei festeggianti in barba alla congerie di abbinamenti consigliati dagli enogastronomi.
Con queste premesse va da sé che il menu che la chef propone è quasi autoreferenziale, però, assicura, è adatto a molte persone che come lei condividono la passione per il caprino, il salmone e il cioccolato.
Antipasto
Caprini marinati (preferibilmente da gustare con champagne)
Secondo
Filetti di salmone con i funghi
Dolce
Se desiderate cimentarvi con queste ricette seguendo tutti i consigli della chef, questo è il link (in inglese); altrimenti fidatevi delle nostre versioni: forse che gli Australiani possono insegnare a noi Italiani come si cucina il caprino? 
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