Lancia in resta e numero della protezione animali già composto su skype, abbiamo aperto il link fiduciosi che, se di sponsorizzazione di carne felina si trattava, poteva comunque rientrare tra le numerose bufale che circolano su internet, come la celebre invenzione dei gatti-bonsai di anni addietro.
Immotivata tanta suspence: il genitivo era soggettivo e la dieta del gatto, pur essendo carnivora, non comprende polpa di Felis silvestris catus. In effetti si tratta proprio di una dieta elaborata dai ricercatori della clinica Windsor in Colorado per far rientrare i nostri amici in sovrappeso nel corrispettivo della loro taglia 42. La piaga dell'obesità si è diffusa anche tra gli animali domestici che assimilano dal padrone i comportamenti sbagliati: sedentarità, eccesso di zuccheri, grassi o carboidrati e pasti frequenti, con tutte le ripercussioni fisiche che una tendenza di questo genere comporta; si moltiplicano infatti i casi di diabete, ipertensione e cardiopatie tra i quadrupedi.
Lo studio condotto dagli analisti statunitensi è suggellato da una sorta di slogan che assicura: tre animali su quattro torneranno in forma dopo la dieta. Può fare sorridere, ma le cifre sono molto meno spassose: un "pet" su cinque negli USA è obeso e quasi uno su due esibisce un rotolino più del necessario.
A dispetto del sarcasmo che la proposta può suscitare quindi, è forse necessario prendere seriamente in considerazione per la salute di tutti l'ipotesi di modificare radicalmente lo stile di vita, garantendo un corpore sano e relativa mens a ogni essere vivente. Se la Catkins e l'omologa "Dogkins" possano giovare all'impresa tuttavia non sapremmo dire...
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