Va tuttavia notato che molto spesso il nostro atteggiamento nei confronti di un cibo è determinato dal suo aspetto, quindi l'approvazione dal lato del gusto è quasi sempre seconda (non secondaria) all'analisi visiva; alcuni si spingono ad affermare in questa direzione che quanto percepito attraverso gli occhi è discriminatorio per i sensi del gusto e dell'olfatto.
Pregiudizievole o meno che sia l'osservazione degli alimenti, molte scuole di pensiero, tra cui anche lo yoga e naturalmente il feng shui, fino alla moderna cromoterapia, si sono occupate di indagare il nesso tra colore e uomo e alcune analisi si sono soffermate sulla valenza delle tinte nell'equilibrio alimentare.
Stando alle analisi effettuate, per esempio il rosso è una nuance aperitiva che "accende", quindi stimola l'appetito e in generale le funzioni corporali: non è un caso che buona parte dei cibi considerati afrodisiaci possa rientrare nelle sue gradazioni (vino, crostacei, peperoncino ecc. ). Alcuni sostengono sulla scia di tali constatazioni che le proprietà dell'irraggiamento cremisi possano essere utilizzate in senso dietetico: sembrerebbe infatti che un'esposizione ai raggi caldi di cibi come barbabietole, carote e carni rosse favorisca il dimagrimento. Pare assodato inoltre che apparecchiare la tavola in rosso stimoli le secrezioni gastriche e permetta di digerire e assimilare meglio le vivande: che sia questo il motivo per cui molti fast-food esibiscono scritte e muri vivacemente dipinti?
Troppo rosso tuttavia può dare luogo a stati di ansia e di agitazione; perciò è necessario utilizzarlo con moderazione e miscelarlo sapientemente agli altri colori per ottenere un pasto variopinto e un umore altrettanto spumeggiante!
G. Giuffredi
Sottoscrivi il Feed RSS